Ballon (2018) è un thriller storico tedesco diretto da Michael “Bully” Herbig, basato sulla storia vera delle famiglie Strelzyk e Wetzel, fuggite dalla Germania Est alla Germania Ovest a bordo di una mongolfiera autocostruita il 16 settembre 1979.
| Anno | 2018 |
|---|---|
| Regista | Michael Herbig |
| Genere | Drammatico |
| Lingua | Tedesco |
| IMDb |
Peter Strelzyk, un elettricista della cittadina turingia di Posseck, concepisce un piano disperato per far volare la sua famiglia oltre il confine interno tedesco pesantemente fortificato usando una mongolfiera artigianale. Dopo che un primo tentativo fallisce – il pallone precipita a pochi passi dal confine – la Stasi inizia a indagare. Con il tempo che stringe, Peter e il suo amico Gunter Wetzel costruiscono un secondo pallone, più grande, con scampoli di taffetà e nylon, in una corsa contro la polizia segreta che si avvicina sempre più alle prove del loro primo volo.
Sebbene la fuga sia avvenuta attraverso il confine interno tedesco in Turingia e non attraverso il Muro di Berlino in sé, il film ritrae con forza lo stesso sistema di oppressione che il Muro rappresentava. Il confine fortificato – con i suoi campi minati, le torri di guardia, i dispositivi di sparo automatico e le zone di tiro – era l’equivalente rurale del Muro di Berlino. Il film mostra come l’intero apparato di confine della Germania Est, dal Muro di Berlino al tratto di campagna più remoto, fosse concepito per imprigionare un’intera popolazione. La motivazione e la disperazione degli Strelzyk rispecchiano innumerevoli storie di fuga dal Muro di Berlino.
Il film fu girato in Baviera e Turingia, con scenografie d’epoca che ricreavano l’aspetto di una piccola città della Germania Est alla fine degli anni Settanta. Le sequenze del lancio e del volo del pallone combinarono effetti pratici e CGI. Il vero luogo di atterraggio vicino a Naila, nell’Alta Franconia, fu usato come riferimento, sebbene le sequenze drammatiche siano state girate altrove per ragioni di sicurezza e praticità.
Ballon fu un grande successo al botteghino in Germania, richiamando oltre 2,2 milioni di spettatori. Riportò l’attenzione su una delle storie di fuga più spettacolari dalla Germania Est – una storia già raccontata nel film Disney del 1982 Night Crossing. Il film fu elogiato per il ritmo carico di suspense e l’accuratezza storica, in particolare nella rappresentazione dei metodi di sorveglianza della Stasi. Servì da promemoria degli sforzi a cui le persone comuni erano disposte per raggiungere la libertà, e del terrore quotidiano di vivere sotto un regime che trattava l’emigrazione come un crimine.