Se avete Checkpoint Charlie in programma a Berlino, quello che ci troverete è cambiato. La BlackBox Kalter Krieg, il padiglione espositivo a pagamento all’angolo tra Friedrichstrasse e Zimmerstrasse, ha chiuso definitivamente il 10 gennaio 2026 dopo quattordici anni. Era stata costruita nel 2012 come struttura provvisoria destinata a durarne tre.
La chiusura ha lasciato il più celebre valico della Guerra Fredda senza una mostra permanente: un vuoto singolare in un luogo che richiama milioni di visitatori l’anno e che da decenni è circondato da bancarelle di souvenir e figuranti in costume più che da storia.
Dal 5 marzo 2026 il piazzale del Panorama di asisi, a pochi passi, ospita la mostra gratuita all’aperto Durch den Eisernen Vorhang (Attraverso la cortina di ferro). Racconta la storia del valico in cinque isole tematiche, dall’inizio della Guerra Fredda alla divisione della Germania fino al dopo 1989, in tedesco e inglese, con fotografie storiche, documenti e mappe. Niente biglietto e niente orari: è all’aperto e si può vedere a qualsiasi ora.
Il resto del sito è invariato. La striscia segnata sull’asfalto, la garitta ricostruita e il celebre cartello sono gratuiti e sempre accessibili, mentre il Mauermuseum privato, accanto, e il Panorama di asisi, di fronte, mantengono biglietti e orari propri.
Nel gennaio 2026 il ministro federale della Cultura Wolfram Weimer ha annunciato 1,65 milioni di euro di fondi federali per una mostra permanente all’aperto con un padiglione informativo. Si aggiungono circa 2,35 milioni di euro del Land di Berlino e un milione di euro promesso dalla Fondazione LOTTO di Berlino; a gestire il risultato sarà la Fondazione del Muro di Berlino.
I tempi sono lunghi. Nel 2026 si svolge un concorso di progettazione per lo spazio pubblico, fino al 2028 il sito è coperto da mostre temporanee e dal 2028 iniziano i lavori del luogo della memoria definitivo. In altre parole, chi visita Checkpoint Charlie nei prossimi due anni visita un cantiere in attesa: per ora il contenuto della tappa sono la mostra gratuita all’aperto e i musei ai due lati.
Fonti: Stiftung Berliner Mauer sulla chiusura della BlackBox, sul finanziamento e sulla mostra all’aperto.