Il 1° ottobre il Memoriale del Muro di Berlino inaugura Thomas Meyer: Mauer Land, una serie di fotografie realizzate lungo il tracciato del Muro dentro Berlino tra il 2017 e il 2024. Resta aperta fino al 31 gennaio 2027 e, come tutto il resto al memoriale, si visita gratuitamente.
Meyer fa parte di OSTKREUZ, l’agenzia di fotografi fondata a Berlino Est nel 1990 da sette fotografi che avevano lavorato nella RDT. La crearono un anno dopo la caduta del Muro e prima della riunificazione, e le diedero il nome della stazione della S-Bahn che collega l’est della città al resto. Ha dedicato otto anni a una sola domanda, che la Fondazione del Muro di Berlino riporta con le sue parole: “Wo ist die Teilung in der Stadt heute noch spürbar? Wo ist sie noch mit dem Auge auszumachen?” – dove è ancora percepibile oggi la divisione nella città, e dove la si può ancora distinguere a occhio nudo?
Le immagini sono a colori, riprese in medio formato digitale, e sono state fatte in stagioni diverse nell’arco di quegli otto anni. Seguono l’innerstädtischer Mauerstreifen, il tratto che attraversava il centro edificato della città, e non tutti i 155 chilometri di installazioni di confine che circondavano Berlino Ovest.
L’anello esterno passava soprattutto tra boschi, campi e laghi, e buona parte di esso è oggi il Mauerweg, ancora leggibile perché in seguito vi si è costruito poco. La striscia interna attraversava Mitte, Kreuzberg e Friedrichshain, piazze e strade che dal 1990 sono state rifatte, vendute, scavate ed edificate, e la maggior parte è scomparsa.
La Fondazione descrive i soggetti come “Plätze, die einmal Geschichte schrieben sowie das Verschwinden der Mauer” – luoghi che un tempo fecero storia, e la scomparsa del Muro. A Potsdamer Platz l’ex striscia della morte è oggi uffici, una fermata del tram e un marciapiede affollato.

L’immagine di copertina della mostra è Potsdamer Platz, la piazza più frequentata d’Europa prima della guerra, poi ventotto anni di terreno libero dietro il Muro, poi un quartiere di uffici costruito da zero negli anni Novanta. I segmenti del Muro a Potsdamer Platz, una breve fila di cemento accanto a un ingresso della stazione, sono ciò che resta lì del confine.

La Fondazione osserva che, registrando quegli strati sovrapposti di storia e presente, Meyer documenta anche lo sviluppo urbano di Berlino.
La linea rossa della nostra mappa interattiva segue lo stesso tracciato, così i luoghi delle fotografie di Meyer si trovano lungo di essa, Potsdamer Platz compreso. In tutto sono segnati circa ottanta luoghi. Alcuni sono di rilievo, come il memoriale della Bernauer Straße. Altri sono una doppia fila di sampietrini incastonata nella carreggiata, facile da superare senza notarla.
Generation 75 – Mit 14 ins neue Deutschland è visitabile in parallelo fino al 13 dicembre. È una videoinstallazione che ritrae nove persone nate nel 1975. Il titolo significa “nella nuova Germania a quattordici anni”, che è pressappoco l’età che avevano alla riunificazione, e sono cresciute su entrambi i lati del confine, nella RDT e nella Repubblica Federale.
La mostra Wo Kolibris schwimmen, dedicata alle fughe attraverso il Mar Baltico e allestita al memoriale da giugno, si è chiusa il 20 settembre.
Il memoriale si trova in Bernauer Straße 111. Il centro visitatori e di documentazione apre da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00, e l’area all’aperto tutti i giorni dalle 08:00 alle 22:00. L’ingresso è gratuito; solo le visite guidate sono a pagamento.
L’inaugurazione è giovedì 1° ottobre 2026 alle 18:30. La mostra è realizzata in cooperazione con l’agenzia OSTKREUZ ed è sostenuta dalla Bundesstiftung zur Aufarbeitung der SED-Diktatur e da donazioni dell’Erbengemeinschaft Hempel. I dettagli sono sulla pagina della mostra della Fondazione, per ora disponibile solo in tedesco.
Dettagli dell'evento verificati l'ultima volta il 23 set 2026